La zuppa con orzo di Fiona Oakes


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Fiona Oakes ha corso oltre 100 maratone in tutto il mondo, con risultati straordinari. Nello stesso anno ha vinto sia la maratona dell’Antartico che del Polo Nord. Ha completato la Marathon des Sables (oltre 250km nel deserto del Sahara) tre volte, e ha segnato il record del percorso su tre maratone. Tutto questo, nonostante le 17 operazioni subite al ginocchio, e la completa rimozione della rotula destra.

Fiona Oakes, ultra maratoneta, impegnata in una gara di corsa nel deserto.

Fiona è diventata prima vegetariana a tre anni, poi vegana all’età di sei anni. Semplicemente perché amava gli animali, ed era preoccupata del male inflitto loro dall’industria della carne e dei loro derivati. “Ho sempre voluto, in qualche modo, prendermi cura degli animali. Questo concetto si è poi espanso in vari modi nel corso della mia vita, ma nulla è mai stato pianificato.” Più che una decisione la descrive come una “reazione”, e dice che era un concetto, uno stile di vita che sentiva come suo. 

Tutto mosso da un infantile, innocente, semplice istinto di protezione verso gli animali. Anche il santuario nasce da un sogno che aveva da bambina, ma che mai avrebbe immaginato potesse diventare realtà. Si è poi aggiunto il bisogno di affrontare i preconcetti che circondano il mondo del veganesimo, in primis grazie al suo talento nello sport. Fiona riesce quindi ad incastrare il lavoro con i social media e la stampa, con quello passato al santuario e il suo regime di allenamento.

Come ha iniziato a correre?

“Sono sempre stata brava negli sport, e a un certo punto mi è venuta l’idea di correre. Volevo dimostrare al mondo che una dieta a base vegetale poteva essere vantaggiosa per le prestazioni. Come sarei diventata un buon corridore? Dedizione, disciplina, determinazione e grinta erano la risposta. Sapevo di non essere nelle migliori condizioni fisiche per raggiungere questo obiettivo. Gli interventi chirurgici al ginocchio subiti da adolescente mi avevano lasciato senza il fulcro della rotula destra.”

“Avevo una disabilità, ma avevo anche una forza: non lo facevo per me, lo facevo per gli animali e per dimostrare che, con una dieta vegetale, potevo ottenere grandi risultati. Quando l’allenamento si faceva duro, ricordavo a me stessa perché lo facevo: il mio dolore era volontario; il loro no: quel pensiero era tutto ciò di cui avevo bisogno per andare avanti, ed è esattamente quello che ho fatto da allora” racconta. Questa determinazione l’ha portata a numerose vittorie in gara: Fiona Oakes ha raggiunto le prime venti posizioni in due delle World Marathon Major, a Berlino e Londra.

Una dieta speciale per un’atleta speciale

La dieta di Fiona è molto diversa da quello che ci si aspetta da un’atleta di endurance: anziché continui pasti, per rifornire il corpo di energie, lei mangia un solo pasto al giorno, per cena. Ha scoperto che altri atleti seguivano questo regime ad un evento. Quando ha detto che non vi avrebbe partecipato perché non mangiava a pranzo, la risposta è stata “anche tu quindi segui la dieta del guerriero!”.

Viene chiamato anche digiuno intermittente, ed è oggi usato da molti per dimagrire. Fiona, però, non segue questo tipo di dieta per motivi scientifici, ma per il solo fatto che si adatta bene alle sue giornate di lavoro caotiche al santuario, e la fa sentire carica per allenarsi.

Avendo adottato una dieta vegetale sin da piccola, non può portare paragoni tra prima e dopo; ma quello che Fiona ha è un’esperienza pluridecennale da atleta professionista, con una grande versatilità nelle sue performance (che vanno da gare di 10km, quindi brevi e più veloci, fino alle ultramaratone) e una capacità di recupero molto rapida. È sempre fiera di non aver mai avuto degli infortuni dovuti alla corsa, cosa che ricorre molto frequentemente, soprattutto con un volume di allenamento così intenso. 

A detta sua, “il modo migliore per adattare la propria dieta alla vita quotidiana è con equilibrio e scoprire cosa si adatta a sé e alle proprie esigenze individuali. Tuttavia, se sei una persona che conduce una vita molto attiva, potresti scoprire che il tuo corpo ha bisogno di qualcosa in più per continuare a funzionare al meglio. Potassio, magnesio, zinco e sodio sono alcuni esempi, ma è possibile ottenerli con successo anche da fonti come patate dolci, noci brasiliane, lenticchie e, come nel caso del sale, semplicemente aggiungendone un po’ di più al cibo”.

“Personalmente, non assumo integratori o prodotti industriali o sintetizzati, e preferisco affidarmi a fonti naturali come i legumi. Sono un’ottima fonte di proteine ​​vegetali, povera di grassi e conveniente, e offrono anche molta varietà. Spesso si rimane sorpresi nello scoprire che una dieta vegana combatte anche lo stress indotto dall’esercizio fisico.”

legumi e frutta secca

“Faccio sempre molta attenzione a rimanere idratata durante il giorno, e bevo abbondanti quantità di tisane alla frutta. I miei pasti serali sono composti da cereali, legumi, frutta, verdura, noci, pasta e frutta secca. Essendo vegana da così tanti anni, all’epoca non c’erano prodotti convenienti disponibili nei supermercati. Quindi ho adattato – o meglio, mia madre lo ha fatto – un regime alimentare molto basilare ma specializzato che seguo ancora oggi.”

L’importanza delle abitudini

“Ho scoperto che l’acqua è la cosa più importante quando si corre in climi, terreni e distanze estreme, come richiesto dalle gare ultra a tappe. È una questione delicata, perché l’acqua disponibile in gara è limitata, quindi bisogna imparare a gestirne l’assunzione con attenzione e buon senso. L’assunzione di elettroliti è fondamentale e dovrebbe essere provata, testata e adattata alle proprie esigenze individuali prima di qualsiasi evento. Trovo sempre molto utili anche le compresse di sale, poiché aiutano a trattenere più liquidi durante sforzi e lavori fisici ad alta intensità. All’inizio è un po’ una questione di scienza, ma con l’esperienza ci si prende la mano e si può poi sperimentare.”

Fiona si allena sempre per qualcosa e ha mantenuto un livello di attività fisica costante durante la pandemia, anche se le gare sono state sospese, quindi la sua dieta rimane piuttosto costante. “Credo che il mio pasto vegano preferito sia praticamente qualsiasi cosa mia madre, che si occupa di cucinare i miei piatti, decida di preparare. Prepara tutto da zero e le sue zuppe sono qualcosa che mi fa venire l’acquolina in bocca. Quindi, direi zuppa e pane fatti in casa: stufato con orzo perlato, seguito da torta di datteri, se mi rimane ancora appetito!” dice. Come snack, invece, l’atleta punta su datteri, marzapane, e arachidi salate.

torta vegana di datteri

“Per una maratona su strada in cui punto a un tempo molto veloce, non mangio la mattina della gara. Il giorno prima bevo una bevanda sportiva fatta in casa, la settimana prima della gara faccio il pieno di carboidrati, e mangio cibi ipercalorici e a basso contenuto di grassi il giorno prima dell’evento vero e proprio. Non ho mai portato con me altro che acqua durante una gara su strada, fino alla distanza della maratona. Ovviamente, le cose sono diverse nelle ultra o nelle gare a più tappe, ma anche in questi eventi cerco di mantenere la mia dieta il ​​più possibile simile a quello che assumo a casa.”

“Non posso portare frutta e verdura, ma nel mio zaino metto frutta secca (in particolare datteri), pinoli, barrette di avena, cibo da spedizione, zenzero e noodles. Non uso gel o altri integratori artificiali perché personalmente li trovo inadatti al mio stomaco. Credo che sia necessario allenarsi con gli alimenti con cui si intende gareggiare, altrimenti è troppo provare nuove forme di alimentazione quando si sta già sottoponendo il corpo a condizioni estreme di clima, fatica, terreno, sonno e carenza di calorie.”

barretta energetica a base di avena, con uvetta.

“Dopo una maratona o un’ultra breve, diciamo fino a 100 km, si mangiano sempre molti carboidrati, riso, pasta e legumi. Dopo una gara a tappe, anche se perdo peso, devo riprendere gradualmente a mangiare, perché il mio corpo sembra adattarsi molto facilmente allo sforzo. Quindi seguirò una dieta simile, ma con porzioni più piccole.”

“Molti pensano che non sia possibile mantenere il livello di forza fisica e forma fisica richiesto per eventi così estremi e impegnativi semplicemente mangiando vegetali. Si tende anche a pensare che ci siano ingredienti “magici“, segreti, o integratori costosi per riuscire a performare, ma non è così. Penso che la chiave sia avere un apporto alimentare molto equilibrato durante l’allenamento, e adattarlo prima e dopo le gare.”

Correre, in particolare le ultramaratone, è stata per me un’esperienza che mi ha cambiato, che ha arricchito la mia vita. La cosa principale da ricordare in tutto questo, quando ci si sente giù, senza motivazione, è che siamo fortunati a poter uscire e allenarci. È questo il messaggio che cerco di trasmettere: la salute è davvero la più grande ricchezza. 


Stufato di verdure con orzo perlato

Fiona Oakes ha un piatto a cui non riesce a resistere: le zuppe di sua madre, che prepara da zero. Ecco quindi la ricetta per uno stufato vegetale, in grado di scaldare e rimettere in forma chiunque, anche dopo un duro allenamento!

stufato di orzo perlato con verdure

Ingredienti

  • 1 cipolla
  • 1 pollo
  • 3 gambi di sedano
  • 300g carote
  • 400g pastinaca
  • 1kg patate
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 dado vegetale
  • 1 lattina di pomodori pelati
  • 50g tamari
  • 75g orzo perlato
  • 1 mazzetto di aromi
  • olio, sale, pepe
  • acqua bollente

Preparazione

  1. Trita finemente la cipolla, il porro e i gambi del sedano.
  2. Metti una padella capiente su fuoco medio-basso. Scaldala per 1 minuto, quindi aggiungi 2 cucchiai di olio e le verdure tritate. Condisci con un pizzico di sale e pepe. Cuoci per 10 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché le verdure non iniziano ad ammorbidirsi e a dorarsi.
  3. Mentre le verdure cuociono, monda le carote, sbucciale e affettale grossolanamente in diagonale. Fai lo stesso con le pastinache. Aggiungi le carote e le pastinache alle verdure con 3 cucchiai di acqua, e fai rosolare per altri 8 minuti, mescolando di tanto in tanto.
  4. Mentre le verdure cuociono, pela e taglia le patate a pezzi. Sbuccia e schiaccia poi l’aglio. Sbriciola il dado da brodo in una brocca, e aggiungici 1 litro di acqua bollente.
  5. Aggiungi le patate e l’aglio alle verdure. Versa il brodo, la lattina di pomodori e aggiungete il tamari. Aggiungi l’orzo perlato e il mazzetto di aromi. Copri la pentola con un coperchio, alza la fiamma e porta a ebollizione.
  6. Quando l’acqua bolle, abbassa la fiamma. Cuoci a fuoco lento per 30 minuti finché le patate e l’orzo perlato non saranno teneri. Assaggia, e aggiusta di sale e pepe. Alla fine, togli gli aromi e versate lo stufato in ciotole calde, poi servi subito.

https://www.bbcgoodfood.com/health/fitness/eat-like-a-vegan-athlete-fiona-oakes

https://www.seed-blog.com/insights-from-one-of-the-greatest-vegan-athletes-fiona-oakes

https://www.forksoverknives.com/success-stories/ultra-athlete-for-the-animals-how-i-became-a-triple-guinness-world-record-holder

Fonti immagini